La diplomazia vaticana alle prese col chavismo

Título traducido de la contribución: La diplomazia vaticana y el quehacer con el chavismo

Producción científicarevisión exhaustiva

Resumen

IN UN ARTICOLO DELL’OSSERVATORE ROMANO dedicato alla politica concordataria della Santa Sede a partire dal Concilio Vatica- no II, Enrico Galavotti afferma che l’inuenza esercitata dalle conferenze episco- pali è un’eredità non scritta dei testi conciliari, in primis quanto a sviluppo ed esecuzione delle intese ponticie fra autonomia e libertà della Chiesa
L’accordo tra Vaticano e Venezuela fu siglato nel pieno delle turbolenze con- ciliari, quando ancora non erano terminate le discussioni relative alla Dignitatis humanae, che sollevava la questione della libertà religiosa, e alla Gaudium et spes sul ruolo pastorale della Chiesa nei mutamenti di ordine sociale. Il modus vivendi concordato tra Caracas e Santa Sede nel 1964 rappresentava un avanzamento nella complessa relazione tra Chiesa e Stato.
Il paese caraibico stava congurando la propria architettura democratica sulla scia della caduta della dittatura nel 1958. Dal canto suo, anche la Chiesa stava do- tandosi di una propria struttura di rappresentanza pastorale in Venezuela. Nel 1974 si tenne la prima assemblea della Conferenza episcopale venezuelana (Cev), fon- data come corpo collegiale due anni prima.
Título traducido de la contribuciónLa diplomazia vaticana y el quehacer con el chavismo
Idioma originalItalian
Páginas (desde-hasta)71
Número de páginas77
PublicaciónLimes, rivista italiana di geopolitica
EstadoPublished - 17 abr 2019

Huella

Profundice en los temas de investigación de 'La diplomazia vaticana y el quehacer con el chavismo'. En conjunto forman una huella única.

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